Mondo Penitenziario

Gherardo Colombo,

Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla, Ponte alle Grazie, Firenze, 2013, pp. 129.

 

La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione, ma semplicemente repressa, e privata di elementari diritti sanciti dalla nostra carta fondamentale - come ne vengono privati i loro cari; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva, e questa durezza incoraggia tutt'altre tendenze che il desiderio di riabilitarsi; la cultura della retribuzione costringe le vittime dei crimini alla semplice ricerca della vendetta, senza potersi giovare di alcuna autentica riparazione, di alcuna genuina guarigione psicologica. È possibile pensare a forme diverse di sanzione, che coinvolgano vittime e condannati in un processo di concreta responsabilizzazione? Gherardo Colombo indaga le basi di un nuovo concetto e di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Pratiche che non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l'essenza stessa della convivenza civile.

Pietro Buffa,

Prigioni. Amministrare la sofferenza,

Edizioni Gruppo Abele, 2013, pp. 286.

 

«La giustizia sembra madre di due figli: l'uno legittimo, il processo, e l'altro illegittimo, il carcere. È orgogliosa del primo, concentrando su di esso ogni attenzione, esempio di sacralità e garantismo. Del secondo quasi si vergogna, tentando di nasconderlo, affinché lo si intraveda appena» (Nocolò Amato)

Il carcere vive un momento molto difficile, ma non è cosa nuova. È la sua stessa struttura che pone il problema se le difficoltà di gestione derivano dalle caratteristiche dei soggetti detenuti o, piuttosto, dalle caratteristiche proprie della struttura. Come è stato scritto, l'interrogativo è se le ricorrenti difficoltà siano date dalla "mele marce" o dai "cattivi cestini". La domanda è, dunque: ci sono alternative alla attuale situazione di crisi gravissima? A interrogarsi sul punto è un operatore del settore, già direttore della Casa circondariale di Torino (una struttura con oltre 1.500 posti e presenze elevatissime di assuntori di stupefacenti e di migranti), che guida il lettore in un viaggio nel sistema carcerario italiano con le sue intrinseche complicazioni, rigidità (legislative e non) e contraddizioni. In conclusione si intravede un percorso di possibili aperture non solo sulla organizzazione del carcere ma anche su un altro sistema della punizione.

Stefano Anastasia,

Metamorfosi penitenziarie. Carcere, pena e mutamento sociale

Editore Ediesse, 2012, p. 153

 

La fine del "secolo breve" ha portato con sé la riscoperta del carcere e della privazione della libertà, di cui il sovraffollamento penitenziario italiano è solo un episodio. Questo è stato l'esito di un trasferimento di risorse economiche e simboliche dal welfare state a quello che è stato chiamato il "prisonfare". Determinante, in questo mutamento, il modo in cui l'ideologia neoliberista ha accompagnato il processo di globalizzazione, in nome di una flessibilità che si è risolta in precarietà sociale ed esistenziale, alimentando così una domanda di controllo penale della marginalità sociale. Al termine di un lungo ciclo durato più di trent'anni, le democrazie occidentali sono chiamate a fare i conti - anche in questo campo - con le loro promesse non mantenute, a partire dalla garanzia dei diritti fondamentali delle persone private della libertà. La "mass incarceration" è finita sotto processo e i nostri regimi politici sono di fronte a un bivio: continuare a perseguire politiche di sicurezza fondate sulla privazione della libertà o invertire la rotta e riscoprire politiche di sicurezza sociale compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini?

Federici A., Testa D.,

L' attività motoria nelle carceri italiane.

Il ruolo dell'educatore fisico, la sindrome ipocinetica e l'esperienza di Fossombrone,

Armando Editore, Roma 2010, pp. 224.

 

Buffa Pietro

I territori della pena. Alla ricerca dei meccanismi di cambiamento delle prassi penitenziarie.
EGA-Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2006

Un inedito dietro le quinte del carcere e del suo funzionamento.
In dodici anni di attività come direttore penitenziario, Pietro Buffa ha raccolto, ordinato e analizzato le lettere che gli sono state indirizzate dai detenuti, utilizzando come filtro la sua esperienza professionale e la letteratura scientifica a disposizione.
Sono pagine dove, nella descrizione minuta dei bisogni, delle proteste e delle afflizioni dei detenuti sembra emergere il significato reale di "pena detentiva".
In questo senso le lettere diventano un formidabile strumento di conoscenza della quotidianità penitenziaria dalla quale partire per provare a ripensare le attuali prassi penitenziarie e stimolare una riflessione professionale e istituzionale sull'argomento. (tratto da EGA)

 

 

Bruno Benigni

Sani dentro.
Cronistoria di una riforma.

Legautonomie per Noema edizioni, 2008

 

Il volume raccoglie tutta l’attività svolta da Legautonomie, prima direttamente e poi nell'ambito del Forum per la salute dei detenuti negli ultimi 10 anni, attraverso l’organizzazione di incontri, seminari e convegni dall'applicazione della l. 230 del 1999, relativa alla tutela della salute della popolazione in stato di detenzione e al suo trasferimento dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale. (recensione Lega Autonomie Locali)

 

 

Giampiero Saratrelli

Pedagogia penitenziaria e della devianza. Osservazione della personalità ed elementi del trattamento.

Carocci Editore, Roma, 2004.

 

La pedagogia penitenziaria e della devianza nasce dall'incontro di varie discipline, in particolare pedagogia generale, pedagogia speciale, studio dei diritti umani, diritto penitenziario, psicologia e criminologia. Prendendo le mosse da un'analisi dei principali aspetti della devianza minorile e dei vari modelli di giustizia, con questo volume si intende fornire a tutti gli operatori (educatori, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, personale di polizia penitenziaria) un manuale sul tema, specificamente pensato per l'aggiornamento e la formazione. Il volume potrà certamente essere utile anche per i candidati ai concorsi nell'Amministrazione Penitenziaria e nella Giustizia minorile.

 

UN PORTALE PER LA PSICOLOGIA PENITENZIARIA

Con questo sito, che tenta di essere un portale informativo sulla psicologia penitenziaria, vogliamo creare uno spazio di incontro per la comunità degli psicologi penitenziari. (continua)

NOVITA' BIBLIOTECA

Pietro Buffa,

UMANIZZARE IL CARCERE

Diritti resistenze, contraddizioni ed opportunità di un percorso finalizzato alla restituzione della dignità ai detenuti

Laurus Robuffo Editore, Roma 2015, pp. 208.

Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta, ABOLIRE IL CARCERE Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini, Chiarelettere, Milano 2015.

Bruni A. (a cura di), Psicologi "dietro" le sbarre. Appunti di psicologia penitenziaria, Simple Edizioni, Macerata 2013.

Ristretti Orizzonti: Libri: Psicologi "dietro" le sbarre(link).

Per ordinare il libro rivolgersi alle Edizioni Simple o alle librerie on line (IBS, Webster, Mondadori, Libreria Universitaria, Deastore, Amazon, ...).

VIDEO

Aggiornamenti quotidiani da e sul carcere. "clicca qui"

"Detenuti ed operatori travolti da un insolito destino" appello al Presidente della Repubblica del 6 febbraio 2013. Per firmare cliccare qui o inviare una mail a bruni.a@libero.it

Firme al 29 maggio 2013: n. 745

Firme al 2 gennaio 2014: 768

Per leggere il testo dell'appello cliccare qui

1. Prime  adesioni

2. Altre adesioni

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE

L'Osservatorio è promosso da Radicali Italiani, “Il Detenuto Ignoto”, “Antigone”, "A Buon Diritto”, “Radiocarcere”, “Ristretti Orizzonti”.

FORUM SALUTE CARCERE

Forum nazionale per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale - Onlus, c/o Ufficio del Garante detenuti Lazio, via Pio Emanuelli, 1 - Roma

e-mail: forumsalutecarcere@libero.it

Psicologia penitenziaria in:

 sito aggiornato al 03/07/ 2017